Elmi Romani
L'elmo romano è in assoluto l'elemento che ha contraddistinto le milizie romane dalla fondazione di Roma nel 753 a.C. fino alla caduta avvenuta nel 476 D.C. Proteggeva interamente il cranio del soldato romano, grazie a componenti aggiuntivi come i para-guancia, il paranuca abbassato e il rinforzo frontale. Nel corso dei dodici secoli l'
elmo romano
subì molti cambiamenti nei materiali, nella forma e nelle dimensioni. Proteggeva il soldato non solo dai colpi inflitti dall'alto, ma anche dai colpi che sarebbero scivolati sul collo ferendolo sulla schiena o dai colpi inflitti sul viso.
Gli elmi romani presenti in questa categoria sono delle riproduzione autentiche da ritrovamenti in siti archeologici e conservate nei musei. Realizzati in ottone e in acciaio con particolari decorativi in metallo ottonato. I vari modelli presentano paranuca abbassato, un rinforzo frontale, paragnatidi mobili con borchie, è incluso un cappuccio imbottito. Per tanti modelli è possibile di fissare una cresta in crine di cavallo elemento che distingueva i graduati di truppa come l'Optio o il Centurione, posta su un cimiero inserito sul coppo tramite un sostegno a forchetta ricostruito con precisione come nell'originale.
- Elmo Montefortino, Elmo Repubblicano III-IV secolo d.C, il nome proviene dalla necropoli di Montefortino in provincia di Ancona, in cui venne utilizzato fino al I secolo a.C. Elmo di provenienza celtica, era in uso nelle coorti urbane, presentava un coppo allungato per la protezione dai colpi dall'alto, nell'alto dell'elmo è presente un apex, per l'inserimento di piume per impressionare i nemici, venivano usate anche crine di cavallo come risulta nella grande Ara di Domizio. Gli Elmi Romani Montefortino sono stati classificati dal Robinson con sei lettere (A, B, C, D, E, F), in uso fino alla conquista della Gallia (58-50 a.C) da parte di Gaio Giulio Cesare, le legioni del nord cominciarono ad abbandonare l'elmo di tipo Montefortino ed etrusco-corinzio, a vantaggio di un elmo di tipo gallico.
- L'Elmo Romano di tipo imperiale era un tipico elmo della metà del I secolo, elmo indossato dai legionari romani; ha sostituito il tipo Coolus, e costituiva la fase evolutiva finale del casco legionario (galea). Poco dopo la conquista della Gallia da parte di Gaio Giulio Cesare (58-50 a.C.), le legioni del nord cominciarono ad abbandonare piano piano l'elmo di tipo Montefortino ed etrusco-corinzio, a vantaggio di un Elmo Romano tipo Gallico.
Gli Elmi Romani Imperiali sono stati classificati dal Robinson nel seguente modo:
- Elmi Romani Gallico Imperiali con le lettere dalla A alla K.
- Elmi Romani Italico Imperiali dalla A alla H.
Questi due tipi di elmo sono raggruppati da altri studiosi nella grande famiglia degli elmi Weisenau. Va inoltre detto che i modelli di tipo imperiale erano di migliore qualità rispetto a quelli precedenti.
- Gli Elmi Romani Gallico imperiali sono stati classificati dal Robinson nel seguente modo: dalla A alla K. sono formati da un coppo semisferico con la caratteristica che li distingueva dalla presenza sulla parte frontale del disegno in rilievo di due sopracciglia, un paranuca abbassato, un rinforzo frontale e paragnatidi mobili con borchie, su questo elmo vi era una cresta fissata trasversalemte (Centurione) o verticalmente (Optio), a seconda della carica di alto rango che si ricopriva nell'esercito Romano. L'optio (dal verbo latino optare) era un soldato dell'esercito romano con il ruolo di attendente al centurione.Elmo romano italico, elmo romani gallico, elmo imperiale, elmo gladiatore, elmo thraex, elmo hoplomacho, Casco Weiler, Elmo antica roma, romano con cresta da centurione,
Erano di vario tipo:
- Elmo Romano Imperiale Gallico A - (Nijmegen) del I secolo A.C., riproduzione autentica da un originale trovato a Nijmegen, nei Paesi Bassi, queso tipo di elmo ha sostituito il tipo Coolus, e costituiva la fase evolutiva finale del casco legionario (galea). Elmo romano molto simile al tipo "C" ma con un diverso rilievo delle sopracciglia sul casco e differisce per la protezione del collo meno inclinato.
- Elmo Romano Imperiale Gallico - G - Weisenau da un originale trovato a Mainz-Weisenau, era il tipico elmo della metà del I secolo, altri ritrovamenti archeologici di questo genere di elmo sono stati poi trovati in Britannia nell'antico sito di Camulodunum,
- Elmo Romano Imperiale Gallico - H - Augsburg, databile dalla prima metà del I secolo fino al III secolo, questo elmo simile al tipo G ma con un diverso stile di sopracciglia e una protezione del collo più inclinata, un elmo di questo tipo proviene da dagli scavi in Germania lungo il fiume Lech, vicino a Augusta.
- Elmo Romano Imperiale Gallico - C - Sisak, del I secolo d.C., riproduzione autentica da un originale trovato a Sisak, in Croazia. L'Elmo Romano gallico Il tipo "C" è simile al tipo "H", ma con un diverso rilievo delle sopracciglia sul casco e differisce per la protezione del collo. Il più completo esempio di questo tipo proviene dagli scavi in Croazia lungo il fiume Kupa da Sisak, Croazia. L'originale è esposto a Zagabria. Tale casco è databile dalla prima metà del I secolo fino al III secolo.
- Elmo Romano Imperiale Gallico - F - (Besançon), è simile al tipo "C", ma con un diverso rilievo delle sopracciglia sul casco e differisce per la protezione del collo, è meno inclinato. Il più completo esempio di questo tipo proviene dagli scavi in Francia nell'anfiteatro a Besançon. Tale casco è databile dalla prima metà del I secolo fino al II secolo.
- Gli Elmi Romani Italico imperiali sono stati classificati dal Robinson nel seguente modo: A alla H. Erano di ispirazione greco-italica soprattutto nella forma del coppo, allungata in avanti e delle paragnatidi.
Erano di vario tipo:
- Elmo romano Imperiale Italico D, elmo decorato con motivi dorati, in uso durante la conquista della Dacia degli anni 101-106. Molto rinforzati gli attacchi dei paraguance e la parte posteriore per dare maggiore protezione al soldato legionario dalle spade ricurve dei Daci.
- Elmo romano Imperiale Italico E, molto simile al tipo "D" per i motivi decorativi, era invece supportato da dei ganci dove era attaccata una cresta, tanto che si è supposto potesse appartenere ad un'unità speciale come la guardia pretoriana.
- Elmo romano imperiale Italico G, elmo uguale al tipo "D" ma con una maggiore protezione del collo anche da attacchi laterali. Il disco nella parte posteriore era infatti sia obliquo sia incurvato.
- Elmo romano Imperiale Italic H, è l'elmo meglio conservati con motivi decorati e magior rinforzato internamente. La parte superiore presenta delle "ali d'Aquila" per alcuni studiosi delle "sopraciglia". La protezione per il collo, la posteriore era molto profonda. Elmo romano in dotazione all'esercito durante la dinastia degli Antonini e dei Severi.
- L'elmo cavalleria ausiliaria si tratta di elmi in metallo, le truppe ausiliarie furono un corpo dell'esercito romano reclutato fra le popolazioni sottomesse e non ancora in possesso della cittadinanza romana. Queste unità ausiliarie erano costituite con elementi prelevati da province assai diverse tra loro, gli elmi utilizzati erano spesso differenti tra di loro. Tra questi elmi vi è la tipologia "E" risalente al I secolo d.C. Questo elmo presenta una calotta più profonda con paragnatidi più lunghi e per dare maggiore protezione al soldato di cavalleria vi era una chiusura nella parte mascellare.
- L'elmo Intercisa di provenienza sasanide (popolazioni che governavano la Persia) fu introdotto verso la fine del III secolo. Si diffuse velocemente per la facilità costruttiva in quanto era composto da una striscia di metallo in rilievo che teneva unite le due parti che formavano il coppo e che lo percorreva dalla parte frontale alla nuca. Le parti aggiuntive come le paragnatidi e il paranuca venivano collegate al coppo da strisce in cuoio. La calotta era decorato dai simboli più comuni di quel periodo, che erano due occhi sulla parte frontale o croci.
- L'elmo Berkasovo traeva ispirazione dall'elmo Intercisa si diffuse a partire dalla metà del IV secolo. La calotta composta da due o da quattro parti unite tra loro da un rinforzo a croce. Paranuca era collegato al coppo con ganci e fibbie, sul davanti era presente un paranaso a forma di "T", le paragatidi venivano collegate alla calotta tramite strisce di cuoio o in metallo con rivetti. Questa tipologia di elmo veniva molto decorato con pietre incastonare, a seconda dell'importanza del possessore potevano essere anche pietre preziose.
- L'elmo Spangenhelm fu introdotto tra il V e il VI secolo, inizialmente utilizzato dalla cavalleria roxolana e nel IV secolo dalla cavalleria romana come raffigurato nella Colonna traiana. La calotta era composta da quattro o sei parti unite da bande metalliche e nella parte inferiore da una striscia metallica che ne percorre tutta la circonferenza. Questo elmo è stato ritrovato in Alsazia a Baldenheim e in Egitto a Der el Medineh. L'elmo Spangenhelm si distingue in due tipologie:
- - Spangenhelm-Baldenheim, presentava una calotta bassa, il paranaso non era presente e le paragnatidi erano più strette.
- - Spangenhelm-Der el Medineh, invece presentava un coppo più allungato, con paranuca e paragnatidi collegate alla calotta tramite delle cerniere, era presente un paranaso
- Elmi Tardo Romano era un tipo di elmo della tarda antichità utilizzato dai soldati dell'esercito tardo romano. Presentavano un coppo semisferico costituito da due o quattro parti, unite da un rinforzo metallico longitudinale. Alla fine del III secolo, vi fu un cambiamento completo del design dell'elmo romano. In precedenza i vari tipi di elmi romani si basavano sulla forma di quelli celtici, in quel periodo vengono sostituiti da nuove forme derivate dai caschi sviluppati dall'impero sasanide, ovvero le popolazioni che governavano la Persia prima della conquista islamica.